TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULL'ERBA MEDICA

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TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULL'ERBA MEDICA

28 Feb

Fine febbraio, il periodo invernale di semina dell'erba medica.

Dopo la metà di febbraio fino a marzo è il periodo della semina dell'erba medica. In questo articolo vi diamo alcune informazioni interessanti non solo per gli addetti ai lavori, su una delle colture più importanti del periodo.

L'erba medica o Medicago sativa L., detta anche erba Spagna, o anche alfalfa (dall'arabo al-fáṣfaṣa "foraggio"), è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae o Leguminose.

Originariadell'Asia sud-occidentale,èdiffusain Italia prevalentementein Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Veneto e Calabria.  

La Medicago sativa è una pianta perenne, con un apparato radicale fittonante che può arrivare anche a una lunghezza di 3–5 m; presenta una corona basale da cui si originano steli più o meno eretti che possono raggiungere il metro di altezza e cavi all’interno.

Le foglie sono trifogliate. L'infiorescenza è costituita da un racemo di fiori zigomorfi di colore viola-azzurro. I frutti sono dei legumi spiralati contenenti 2-6 semi. I semi sono molto piccoli (100 di essi pesano 0,2 g).

La pianta rifugge i terreni acidi, producendo su terreni ricchi di calcio freschi e profondi. Il medicaio è un prato poliennale che è in grado di fornire anche diversi tagli in un anno. L'erba medica vista la provenienza da regioni aride, soffre degli eccessi di umidità durante il periodo vegetativo, mentre tollera bene l'umidità durante il riposo. l'apparato radicale estremamente fittonante dell'erba medica le permette di non soffrire la mancanza d’acqua, dato che è in grado di accedere anche a riserve d'acqua profonde.

Come per molte leguminose da prato, parte delle riserve di carboidrati dell'erba medica non sono localizzate in posizione ipogea (radici) ma epigea (colletto) per cui nei casi in cui venga sfalciata è importante non procedere a tagli troppo bassi.
Il periodo migliore per raccogliere la medica è nel pieno della fioritura. Tagli precedenti forniscono foraggio di qualità migliore, ma riducono la capacità dell'erba di riprendersi dello stress del taglio: infatti la medica comincia ad accumulare riserve nelle radici solo in corrispondenza della fioritura.

Pianta foraggera per eccellenza, è utilizzata principalmente come coltura da fieno o per produrre farina disidratata. Meno frequentemente è impiegata con il pascolamento e raramente per l'insilamento. L'utilizzo del foraggio fresco sfalciato o pascolato richiede accorgimenti particolari per prevenire l'insorgenza del meteorismo nei ruminanti: in generale si procede ad un preappassimento dell'erba sfalciata o alla presomministrazione di concentrati o foraggi agli animali mandati al pascolo. Tali accorgimenti non sono invece necessari se la medica è coltivata con una graminacea.

Come foraggio rappresenta la specie più usata tra le leguminose in quanto presenta un alto tenore proteico, vitaminico (caroteni) e la possibilità di essere conservata, in genere, sotto forma di fieno o farina (sebbene quest'ultima abbia elevati costi energetici per la sua produzione). La farina di medica è classificata a tutti gli effetti tra i concentrati, per il discreto valore proteico, dell'ordine del 20%. Relativamente basso è invece il valore energetico. L'insilamento della medica, poco frequente, necessita di alcuni accorgimenti a causa del basso tenore in glucidi fermentescibili: il preappassimento, tecnica adottata per la produzione del fieno-silo, l'aggiunta di lactobacilli e, soprattutto la consociazione con una graminacea.

È un vegetale azotofissatore (per la presenza del batterio Rhizobium meliloti) e quindi la sua coltivazione produce anche il risultato di arricchire nuovamente il suolo di azoto, in modo naturale, dopo l'impoverimento dato da precedenti coltivazioni di altre famiglie di vegetali. I residui dei suoi apparati radicali inoltre migliorano la permeabilità del suolo. Il suo successo si deve anche alle caratteristiche del suo ciclo riproduttivo: è capace di autoimpollinazione e dopo 3 mesi dalla semina produce già seme.

Usi e benefici

Le api dal fiore estraggono il nettare, che produce miele unifloreale per il suo polline ad alto contenuto di proteine.

Contiene 8 enzimi digestivi, fitoestrogeni, 40 diversi bioflavonoidi con azione antiossidante, antiinfiammatoria, rinforzante dei vasi sanguigni, capillarifragili), glucosidi, alcaloidi a sostegno all'attività antibiotica, antinfiammatori, favoriscono la formazione proteica, aminoacidi, vitamina A, vitamina C, vitamina D, vitamina E, vitamina K, sali minerali, oligoelementi, elevate quantità di clorofilla (ottima per il trattamento delle anemie).

È dotata di proprietà deodoranti (clorofilla), antimicrobiche (clorofilla, vitamina A) e disintossicante del fegato.
E' un eccellente ricostituente. Ha una buona quantità di fibre (nel germoglio consumato in insalata). Il suo contenuto in vitamina K la rende adatta per rinforzare il sistema vascolare. La vitamina U ostacola la formazione di ulcere. Assunta prima dei pasti aumenta l'attività gastro-intestinale. Assunta dopo i pasti migliora l'assorbimento dei nutrienti. Migliora la qualità e la quantità del latte materno durante l'allattamento. Regola la produzione di estrogeni (isoflavoni). Contiene fluoruri naturali (rinforza i denti).

Fonte Medicago sativa

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